I mieli più costosi del mondo: 8 varietà da record e i segreti del loro prezzo

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Lo sapevi che esiste un miele che costa quanto l’oro? In questo articolo ti porto in un viaggio di lusso nel miele più costoso del mondo, dove le api volano in grotte profonde, sui tetti dell’Opéra di Parigi e sulle scogliere dell’Himalaya.

Perché alcuni mieli costano così tanto?

Il prezzo del miele cambia da una varietà all’altra per una combinazione di fattori. Alcuni evidenti, altri meno immediati:

Le 8 varietà di miele che ti propongo racchiudono tutte queste caratteristiche, ecco perché sono le più costose al mondo.

👉Ma prezzi elevati e rarità possono favorire anche le frodi: scopri che cos’è il Bad Honey – il miele contraffatto – e come viene adulterato.

Il miele più costoso al mondo – e con un distacco netto rispetto agli altri- è il millefiori di Elvish.

Il suo nome curioso significa “elfico”, come a evocare qualcosa di magico, quasi mistico, proveniente da un mondo fatato.

E allora dove lo nascondono le api locali? La risposta ci porta indietro di qualche anno, alle origini di questo miele straordinario.

La scoperta del miele Elvish risale al 2009, nella città di Artvin, quando un apicoltore locale decise di seguire sciami di api che volavano dentro e fuori da una spaccatura naturale della montagna.

In realtà quella semplice fessura rocciosa nascondeva una grotta scavata nel ventre della montagna e profonda circa 1800 metri! Le api vi trasportavano tranquillamente il nettare e al momento di raccogliere il miele occorrevano scalatori professionisti, non semplici apicoltori.

Il miele Elvish è considerato da molti il più pregiato al mondo per 2 motivi davvero unici:

Nota: Il miele della Turchia non finisce mai di stupire: anche il Mad honey origina qui!

montagna turca da cui origina il miele Elvish

2. Miele LifeMel -Israele (420 €/kg)

Prodotto in Israele, il miele LifeMel è molto più di un semplice miele: le sue particolari virtù nutraceutiche lo hanno reso il secondo miele più costoso al mondo.

Inoltre, per un suo possibile uso in medicina, andrebbe comunque valutato il rapporto costi/benefici, visto il prezzo alto di questo miele.

barattolo di miele Lifemel, Israele
Miele LifeMel, Israele
albero  Zizyphus o giuggiolo, da cui si ricava il miele di Sidr dello Yemen
Ziziphus Spina-christi

Il miele di Sidr prende il nome dall’albero Zizyphus Spina-christi, noto anche come “Giuggiolo”.

È il terzo miele più costoso al mondo. Un raro e prezioso millefiori che le api producono in un’area aspra e inospitale dello Yemen, il Wadi Dawan.

vasetto di miele di Sidr dello Yemen, tra i mieli più costosi del mondo

Sapevi che nella fredda regione della Bashkiria si produce il 4° miele più costoso al mondo?

La Baschiria (Bashkortostan), si trova tra il fiume Volga e i monti Urali. Le api di questa regione sono davvero tenaci: resistono sia alle malattie che al freddo intenso degli inverni, che qui sono molto lunghi e rigidi.

Queste instancabili lavoratrici producono soprattutto miele monofloreale di tiglio, considerato tra i migliori di tutta la Russia per le sue proprietà analgesiche ed anti-infiammatorie.

La produzione del miele di Baschiria è in serio pericolo perché il numero delle api autoctone sta drasticamente diminuendo. Infatti, l’arrivo di api da altre regioni russe ha compromesso la purezza genetica delle colonie locali, indebolendole e rendendole più esposte a malattie.

Questo spiega anche il prezzo elevato: il miele autentico di Bashkiria nasce da poche api rimaste, che resistono con fatica in un habitat sempre più limitato.

Di conseguenza, il Baschiria puro è quasi un prodotto da collezione: difficile da trovare sul mercato e venduto principalmente durante fiere e festival, dove chi sa riconoscerne il valore può finalmente apprezzarlo.


Non capita tutti i giorni di vedere delle api produrre il loro miele sul tetto del famoso e imponente teatro dell’Opéra di Parigi!

È quello che succede ai pochi fortunati che possono accedere alla vetta di questo luogo simbolo della città. Un gioiello di apicoltura urbana…è il caso di dire “chapeau“!

Da oltre trent’anni le api parigine lavorano in quota per produrre circa 500 kg di miele all’anno. Volano per oltre 3 chilometri spingendosi fino agli Champs Élisée trasportando nettare proveniente dalle piante più svariate e producendo un millefiori di città molto ricercato dai turisti.

L’idea di insediare alveari sui tetti parigini nacque nel 1985 grazie a Jeaun Paucton, tecnico dell’Opéra Garnier e appassionato di apicoltura.

Dopo aver seguito un corso nelle campagne francesi, installò un piccolo alveare sul tetto del teatro. Il risultato fu sorprendente: la produzione di miele fu così abbondante che riuscì a farlo sostituire con uno più grande, dando avvio a una delle prime esperienze di apicoltura urbana in Francia.

Oggi come allora, nel cuore di Parigi le api prosperano felici grazie a quattro condizioni favorevoli:

E mentre le amiche api si danno da fare sul tetto del maestoso teatro, sul palcoscenico dell’Opéra si susseguono rappresentazioni teatrali di ogni tipo.

Ma L’Opéra non è l’unico luogo celebre di Parigi dove le api si sentono a casa: nel 2018 il Museo del Louvre ha scelto di accogliere sei alveari nel giardino Raffet, trasformando uno spazio verde cittadino in un piccolo paradiso per le api e in un simbolo di biodiversità urbana.

Davvero un modo eccellente e rispettabile di proteggere la specie. Compresa la nostra!

vasetto di miele dell'opéra di Parigi, tra i mieli più costosi del mondo
arnie ai giardini del louvre

Il miele di Socotra è un vero e proprio tesoro di biodiversità, prodotto dalla flora autoctona e incontaminata di questo paradiso yemenita.

L’isola, riconosciuta Patrimonio Mondiale dell’Unesco nel 2008, ospita più di 160 piante endemiche, molte delle quali con proprietà terapeutiche, come l’iconico albero del “sangue di drago”.

Questa ricca varietà floreale conferisce al miele di Sumatra un carattere unico e lo rende ambito a livello globale. La crescente domanda ha contribuito a farne uno dei mieli più costosi al mondo.

albero del sangue di drago di Socotra
Alberi del sangue di drago

Miele di socotra: un tesoro unico, un’apicoltura fiorente

Il miele di Socotra può essere sia monofloreale, quando prevale il nettare di una singola pianta, sia multifloreale. Il risultato è un miele puro e raro, frutto della biodiversità unica dell’isola.

Dal colore ambrato scuro e dalle tante sfumature aromatiche, è un tesoro naturale che affascina per le sue presunte doti terapeutiche. Tuttavia, nonostante le origini esotiche, mancano ancora prove scientifiche che ne confermino i benefici.

Grazie alla qualità eccezionale di questo miele, l’apicoltura locale è diventata nel tempo più organizzata e rispettosa dell’ambiente. Nel 2004, nella città costiera di Hadibu, è nato un progetto di apicoltura sostenibile che in questi anni ha aggiunto valore a questa riserva naturale.

L’iniziativa ha coinvolto 350 apicoltori con 8 alveari ciascuno.

Ad oggi gli apicoltori sono migliaia e hanno moltiplicato il numero degli alveari, tanto che ogni apicoltore cittadino può produrre fino a 36-40 kg di miele per stagione, a seconda delle condizioni ambientali.

Insomma, l’apicoltura dell’isola è cresciuta fino a diventare un settore importante quanto la pesca costiera, diventando un sostegno economico e sociale significativo per la comunità locale.

Il miele dell’Himalaya è un miele monofloreale prodotto dall’ape gigante: Apis dorsata laboriosa, lunga fino a 3 cm. Qui, questa specie si ciba principalmente del nettare del rododendro. La sua raccolta non avviene in tutta la catena montuosa, ma solo in zone molto precise e difficili da raggiungere: Nepal, Bhutan e India (soprattutto nelle regioni del Sikkim e dell’Himachal Pradesh).

Raccogliere il miele dell’Himalaya non è per tutti: gli alveari si nascondono tra scogliere vertiginose e pendii impervi, in un territorio ostile dove ogni raccolta può diventare un’avventura pericolosa. Non sorprende, quindi, che questo miele abbia un prezzo così alto.

Per farlo, i famosi “Honey hunters” (cacciatori di miele) si devono appendere a grosse corde di bambù penzolanti e scalarle fino a raggiungere improbabili alveari arroccati su montagne alte 300 metri. Arrivati in cima, questi eroi affrontano le api a mani nude, senza indumenti o altre protezioni. Solo l’affumicatore, per stordire un pò le api e riuscire a staccare i blocchi di miele dai favi.

Per seguire correttamente tutte le fasi, i cacciatori di miele dell’Himalaya devono coordinarsi perfettamente: solo così l’impresa avrà successo. Alla fine, tutti condividono il frutto del loro lavoro.

Questa antica tradizione nepalese, col tempo è diventata una vera attrazione turistica, immortalata da turisti e blogger a caccia di curiosità locali.

È un rito intrigante e mozzafiato allo stesso tempo. Uno spettacolo da vedere almeno una volta nelle vita!

cacciatore di miele Himalayano
Cacciatore di miele

Il miele dell’Himalaya, proprio come il Mad Honey turco, è noto alla comunità scientifica per le sue caratteristiche allucinogene, per via di una sostanza naturale presente nel nettare di rododendro: la grayanotossina .

Inizialmente questo miele atipico, può dare una piacevole sensazione di euforia o ebbrezza, ma un consumo eccessivo può provocare gravi allucinazioni, problemi cardiaci e respiratori.

Diciamo che per i cacciatori, un’abbuffata di miele dell’Himalaya vale come una bottiglia di Cannonau..ma passare dal brindisi alle allucinazioni è un attimo!

Miele allucinogeno dell'Himalaya

Dopo le varietà di miele che lo hanno preceduto, con prezzi fino a 4 cifre, penserai che il miele di Manuka sia il loro fratello povero.

In realtà, anche se lo troviamo in fondo a questa classifica, il miele di Manuka non è affatto un miele a buon mercato!

Le api producono questo pregiato miele monofloreale a partire dal nettare del Manuka ( Leptospermum scoparium), una pianta diffusa perlopiù sull’isola più a nord della Nuova Zelanda. L’isola che ospita anche la capitale Wellington.

Le aree più floride per la produzione del miele di Manuka sono Coromandel, Port Waikato e il Volcanic Plateau: le api raccolgono il nettare tra colline, foreste costiere e zone incontaminate, lontano da coltivazioni intensive e dall’inquinamento, garantendo un prodotto puro e unico.

La peculiarità del miele di Manuka è il fattore UMF (Unique Manuka Factor – Fattore Unico di Manuka) che ne determina il prezzo e anche le proprietà medicinali. Quindi, tutti i mieli Manuka con UMF sono garantiti per essere autentici.

vasetto di miele di Manuka UMF 20+
Miele di Manuka MGO 100+ - 250 g
Confezione da 250 g
€ 25,85


Perché il miele Elvish costa così tanto?

Il prezzo dipende dalla rarità, dal fatto che viene estratto a mano in una grotta a 1800 mt di profondità e dal processo tutto naturale con cui le api lo producono, cioè senza intervento diretto dell’uomo.

Posso trovare questi mieli in Italia o devo viaggiare?

Alcuni, come Manuka, Elvish honey o Sidr, sono disponibili solo tramite importazione. Altri, come Bashkiria e miele dell’Opéra di Parigi, si possono acquistare anche tramite rivenditori specializzati o e-commerce selezionati.

Perché alcuni mieli valgono così tanto?

Il prezzo elevato di alcuni mieli dipende da vari fattori: rarità del fiore da cui proviene il nettare, luogo di produzione remoto, quantità limitata e metodo di raccolta artigianale. Alcuni mieli hanno anche proprietà organolettiche e terapeutiche uniche, che aumentano ulteriormente il loro valore.

Quale miele tra questi è considerato il più “straordinario” dai collezionisti?

L’Elvish è spesso chiamato il “miele più prezioso del mondo” per la sua rarità e la raccolta in grotte di 5.000 anni fa: ogni cucchiaino racchiude millenni di storia.

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Pubblicato da Roberta

Sono Roberta, sommelier del miele e appassionata di natura e della mia terra, la Sardegna. Condivido storie, curiosità e approfondimenti dal mondo delle api, tra miele autentico, biodiversità e tradizione.

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